L’emotività nel Trading: i 6 Stadi Emozionali del viaggio di un Trader

Pubblicato da Marco Belcastro il

Mai sentita la favoletta che un trader forte è completamente desensibilizzato alle emozioni quando sta a grafico?

In questo articolo ti rivelerò LA VERITA’.

Nuda e cruda e senza mezze misure.

Ti spiegherò tutto il percorso emozionale del viaggio di un trader, DA CIMA A FONDO.

Arricchendolo di errori, aneddoti, strategie, abitudini buone e cattive e via dicendo…

Sto per scrivere LA BIBBIA DELL’EMOTIVITA’ NEL TRADING.

Perciò non leggere anche solo una virgola di questo articolo sarà a tuo esclusivo rischio e pericolo!

Ti avviso subito che sarà uno dei miei articoli più lunghi in assoluto, ma ti garantisco che sarà pregno di contenuto estremamente utile e di valore…insomma sarà una bibbia, quindi sarà lunga.

Detto questo, partiamo dal presupposto che non mi faccia impazzire il fatto che la maggior parte dei traders che non guadagnano dicano che l’emotività nel trading vada eliminata…

Il punto è che se cominciassero a guadagnare veramente si accorgerebbero di quanto questa affermazione sia allucinante e non vera…per l’appunto, ci sono determinate questioni che devi obbligatoriamente provare sulla tua pelle prima di comprenderle pienamente per quelle che sono…

Una di queste è sicuramente l’emotività.

In giro ti fanno credere che se ti fai prendere dalle emozioni sui grafici, sei uno destinato a fallire…il problema è che però questa cosa te la dice chi sta fallendo!

Infatti la verità è che l’emotività all’inizio devi lasciarla correre libera per le prolisse e fertili praterie della tua mente come Spirit Cavallo Selvaggio (il cartone che da piccolo avrò guardato 1 milione di volte…).

Non impegnarti a reprimerla, non tentare di gestirla o, peggio ancora, di controllarla…oppure otterrai esclusivamente l’effetto contrario!

So che probabilmente fino a questo momento invece ti hanno portato a credere il contrario perché tendenzialmente dopo 1 settimana di trading ti fanno subito passare in real (e quindi per forza di cose devi controllarti oppure il tuo capitale se ne va al Creatore…), ma il problema è che tu non devi neanche pensare ad aprire un conto reale quando cominci a bagnarti i piedini nel mondo del trading…e non devi pensare nemmeno ai soldi!

Devi focalizzarti esclusivamente SUL PROCESSO.

E’ come se andassi per la prima volta in palestra e mettessi 100 chili alla panca…ce la farai o ti romperai tutte le ossa e magari ci rimarrai pure secco perché stai evidentemente esagerando?

Nel trading, come in qualsiasi altra cosa, funziona allo stesso modo: non sforzarti eccessivamente o non otterrai il risultato sperato…pensa ad arrivarci GRADUALMENTE prendendoti i tuoi tempi e seguendo un ben delineato processo…che comunque non vuol dire prendertela troppo con calma…ci vuole un giusto compromesso!

Nel trading infatti il tuo primo pensiero deve essere apprendere al meglio delle tue possibilità la skill, concedendoti il lusso del tempo…e vedrai che ad un certo punto i risultati arriveranno in maniera NATURALE…ma questo non succederà se ti focalizzi esclusivamente sul “voler fare i soRdi”.

Si tratta di una questione scientifica (o più precisamente: psicocibernetica) che ha a che fare con la nostra mente…

Quando ci sforziamo di fare una cosa, molto raramente otteniamo l’effetto sperato…mentre invece se facciamo in modo che questa cosa si sviluppi in maniera quanto più naturale possibile…allora lì sì che avremo delle concrete possibilità di realizzare il nostro scopo!

Quindi all’inizio l’emotività va lasciata scorrere…

Questo perché lasciandola libera di esprimersi al pieno delle sue facoltà saremmo più facilmente in grado di capire come intende metterci i bastoni tra le ruote nel raggiungimento dei nostri obbiettivi.

E se scopriamo quanto prima i nostri punti deboli, allora stiamo già 100 passi avanti sulla tabella di marcia del nostro viaggio verso la profittabilità…perché diamine abbiamo subito chiaro su cosa dobbiamo lavorare!

E’ come sapere in anticipo quali domande troverai nell’esame che stai preparando…

Quindi ci prepariamo esaustivamente sugli argomenti dolenti.

Esattamente ciò che dobbiamo fare per comprendere e imparare conseguentemente COL TEMPO a gestire le nostre emozioni!

E a questo proposito ti chiedo: meglio scoprire queste criticità mentre sei in demo oppure mentre sei in reale?

Attento perché in reale è tutto STRA GONFIATO!

Un errorino diventa UN MACIGNO e una piccola distrazione diventa UNA MANNAIA!

Perché diamine stai perdendo i tuoi soldi.

Perciò tutto quello che ti accadrà, avrà un peso 30 VOLTE MAGGIORE…e voglio vederti a riprenderti da certi “traumi”…

Insomma ce la puoi tranquillamente fare a rimetterti in pista, ma ti posso assicurare che non tornerai mai più in perfetta traiettoria perché la tua mente, e conseguentemente i tuoi atteggiamenti, ne rimarrebbero troppo scombussolati!

Perciò diffida da chi ti fa passare in real troppo prematuramente…

Pensa che chi sceglie di cominciare a studiare e imparare il trading con me, generalmente lo faccio passare in real dopo un minimo di 4-5 mesi (considerando un andamento normale in termini di apprendimento…altrimenti chi studia e si impegna di più chiaramente ci impiega di meno, mentre chi meno ci impiega di più).

Ma in realtà il punto non è il tempo, bensì IL GIUSTO PROCESSO.

Faccio partire da una prima inevitabile fase teorica per capire di cosa si sta parlando che in media dura un mesetto, massimo uno e mezzo.

Dopodiché comincia il bello perché parte tutta la questione pratica dove in primo luogo vado a sviluppare insieme ad ogni studente una strategia perfettamente calzante sulle sue esigenze e preferenze…

In seguito va testata, o meglio BACKTESTATA!

E’ importante capire sulla propria pelle che la strategia che abbiamo costruito il più delle volte permetta di muoversi in maniera vincente sui mercati finanziari.

Poi c’è il demo per metterla in pratica sui mercati reali e infine il real, partendo però con poco…

Non subito con una cifra spropositata rispetto alle proprie finanze perché nel trading il ragionamento “o la va o la spacca”…ti spacca e basta!

Ho saltato diverse questioni esistenziali perché di solito le riferisco al telefono solamente a chi è seriamente interessato a cominciare a studiare con me…quindi insomma preferisco tenermi qualche asso nella manica altrimenti diventa tutto prevedibile e monotono e non mi piace.

Per entrare in contatto più ravvicinato con me ti basterà compilare onestamente un questionario che ti presenterò a fine articolo perciò continua a seguirmi.

A maggior ragione te lo consiglio perché è arrivata l’ora di svelare il vero valore e il vero senso di questo articolo…

Esiste un PERCORSO EMOZIONALE univoco con cui ogni trader si ritrova a combattere e solo in pochi arrivano in cima…con cicatrici di guerra ma ci arrivano!

Questo percorso emozionale, conosciuto anche come SCALA DELLE EMOZIONI, si articola di 6 stadi o gradini di difficoltà pesantemente crescente.

Ma non ti parlerò semplicemente del percorso…

Ci tengo piuttosto ad evidenziare gli ERRORI e le CRITICITA’ più comuni (anche in termini di abitudini comportamentali) che accompagnano ogni step!

E questo ti sarà esistenzialmente più di aiuto perché ti sto praticamente per consegnare in anticipo addirittura le risposte alle domande dell’esame di cui parlavamo prima…

Poi chiaramente un conto è affrontare comunque il percorso da solo, tutt’altro è invece farlo con l’affiancamento giornaliero di uno che ci è già passato tipo me…motivo per il quale arriveremo in conclusione di questo articolo al questionario per poterci sentire in maniera più ravvicinata…affinché tu possa scegliere se farti seguire da me o meno.

Scopriamolo senza perderci in ulteriori chiacchiere…

1) AVIDITA’

Il primo livello emozionale del trader è quella situazione iniziale di premura nel realizzare grossi risultati…

“Devo fare i soldi, devo comprarmi la macchina bella, devo andare a vivere nella casa dei miei sogni, devo lasciare il lavoro, vedo su Instagram che fanno tutti tanti soldi col trading quindi posso cominciare a farli senza troppo sforzo anch’io, ecc”

Si tratta di una situazione emozionale che ti pone nell’ottica dell’insistente ed erronea ricerca dell’appagamento economico ISTANTANEO.

Ovvero un qualcosa che va completamente contro ciò di cui abbiamo parlato finora…e cioè il processo!

Sai come si risolve tutto ciò?

Capendo approfonditamente che il trading è un business!

Aspetta a pensare che si tratti di una cosa troppo scontata perché ti posso assicurare che non lo è…

Tutti ti dicono che il trading non è un centro scommesse…ma quanti veramente lo hanno capito?

La risposta è pochissimi!

Ti dicono che il trading non è gambling e poi sono i primi a rischiare il 30% del capitale a operazione…ma mica non era un centro scommesse?

E allora perché lo dicono se poi quello che effettivamente fanno è scommettere?

Perché solo i gladiatori hanno il coraggio e il carisma di guardare al lungo periodo e vivere il processo con pazienza e determinazione nonostante i mille ostacoli e problemi che incontreranno…

La massa nel business ragiona come i bambini: vogliono tutto e subito e se non lo ottengono piangono e mollano…per questo motivo rischiano tanto e non seguono le regole…hanno fretta di fare i soldi…ma non capiscono che un atteggiamento del genere non porta da nessuna parte se non all’uscita di emergenza!

La maggior parte dei presunti traders di questo mondo fanno il 100% il loro primo mese e si credono dei Warren Buffet…ma la vera chiave di lettura delle loro abilità risiede in tutto ciò che capita dal secondo in poi perché un bravo trader si manifesta sul lungo periodo!

Ma perché tutti quanti appena cominciamo a far trading facciamo subito una percentuale pazzesca?

Fortuna del principiante?

E’ grazie al potere della nostra mente se all’inizio, senza arte né parte, seriamente qualche soldo lo facciamo…

Non è “fortuna del principiante”…la fortuna non esiste!

Il fatto è che immaginiamo talmente intensamente il risultato monetario che effettivamente lo otteniamo, ma c’è un problemino e cioè che all’inizio abbiamo solo immagini e sensazioni positive all’interno della nostra mente…

E questo perché non sappiamo cosa realmente ci aspetta!

Insomma non abbiamo mai preso uno stop e neanche abbiamo mai fatto un’operazione, perciò non sappiamo come reagiremo alle perdite e non sappiamo manco cosa siano…

E cosa ancor più importante: la nostra mente non ha immagini o situazioni in cui abbiamo perso denaro all’interno del suo zainetto…dunque farà in modo che noi compiamo le azioni giuste, guadagnando…perché è quello il nostro scopo!

La mente è un robot cibernetico: la sua ragione d’esistenza è raggiungere obbiettivi, ma ha bisogno che le facciamo sapere e capire quali attraverso delle immagini che non devono per forza essere reali…

Quindi se immaginiamo un risultato, allora ci muoveremo in autopilot per ottenerlo.

All’inizio di qualsiasi attività, business, sport o qualsiasi cosa tu voglia, sei solo in grado di fornire alla tua mente immagini di successo perché NON SAI COSA TI ASPETTA…insomma è la prima volta che lo stai facendo…perciò ce la farai e la gente commenterà che sei stato baciato dalla “fortuna del principiante”, ma in realtà si starà semplicemente manifestando un meccanismo cibernetico!

Il problema reale si manifesta quando cominci ad avere le prime perdite (nel caso del trading) oppure i primi fallimenti (in un caso generale) perché la tua mente comincia a immagazzinare non più solamente immagini positive, ma anche negative e lì comincia il bello…

Lì si comincia a prendere coscienza con la realtà delle cose…

E nel trading chi chiaramente non ha come asso nella manica una formazione adeguata finirà in balìa dell’emotività, smettendo di ragionare e finendo per bruciare il capitale!

Quindi si comincia a rischiare più del dovuto e va tutto bene finchè poi non arriva la streak negativa…

A questo punto smettiamo di saperci comportare nel modo giusto perché cominciamo a imbatterci con la dura realtà delle cose, dunque l’emotività ingloba letteralmente il nostro lume della ragione e in un batter di ciglia ci ritroviamo senza capitale!

Ma perché non fermarsi a quel corposo profitto iniziale, reinvestirlo nella formazione e puntare al lungo periodo?

Perché entra in gioco LA NATURA UMANA, ovvero l’avidità!

Quindi ne vogliamo di più…

Siamo convinti di poterne fare tanti di più…

Dunque continuiamo a piazzare operazioni senza un senso compiuto, senza seguire un trading plan, senza rispettare un’adeguata gestione del rischio, senza avere un setup preciso e funzionale…e inevitabilmente accade che perdiamo tutto.

Ma anche qui: perché non fermarsi dopo le prime perdite ed evitare di bruciare completamente il capitale?

Perché l’avidità e l’orgoglio non guardano in faccia nessuno!

Perciò dobbiamo assolutamente continuare…insomma sul mercato ci abbiamo lasciato dei soldi e dobbiamo andare a riprenderceli…

Non siamo in grado di controllarci e dunque non riusciamo a fermarci…

Abbiamo sete di vendetta…

E indossiamo figurativamente i paraocchi…

Ma ahimè, senza un dettagliato piano di trading non ce la faremo e finiremo inequivocabilmente per perdere tutto!

Voglio che tu sappia una cosa però: tutto questo è normale.

Non sei sbagliato se ti è capitato…succede alla maggior parte dei traders che poi raggiungono il successo…quindi stai sereno!

Il problema è come reagisci alla prima batosta…

Continuerai a regalare soldi ai mercati sragionando, come se fossi alla Snai, oppure ti fermerai un momento a riflettere e capirai che ti serve partire dallo sviluppare un piano di lungo periodo, perciò magari prima ti trovi un lavoro, metti da parte un po’ di soldi e poi scegli un percorso formativo?

Le nostre reazioni alle situazioni difficili determinano chi siamo.

Quindi che cosa farai?

Pensaci su un momento…

Quanto è comune questa situazione iniziale?

Personalmente l’ho vista succedere prima su di me, oramai un paio di anni fa, e poi su tutti gli studenti che seguo e che prendono queste mie parole alla leggera…

Onestamente penso accada a tutti e penso anche sia lo stadio emozionale più educativo in assoluto…insomma è in grado di forgiare il nostro futuro come traders perché è da qui che parte tutto!

Molleremo o continueremo? Le nostre aspirazioni di una vita economica migliore effettivamente sovrastano qualsiasi perdita materiale ed emotiva o ci stiamo semplicemente provando giusto per poter poi dire “io almeno ci ho provato”?

Siamo veramente pronti per questo business o no?

Concluderei sottolineando che l’unico modo per evitare la catastrofe in questa prima fase di debolezza emotiva sia LA CONSAPEVOLEZZA e cioè l’essere consci di come funziona l’inizio…

E non hai bisogno di nessun corso per acquisirla…ti basta rileggere questo paragrafo almeno altre 3-4 volte…

Ora…se invece dovessimo individuarne un’origine, un punto zero, una causa determinante…quale sarebbe?

Beh devi sapere che il mio mentore tutto questo lo chiama in un modo assolutamente sublime e calzante, ovvero l’EFFETTO INSTAGRAM.

Infatti la causa determinante sta in generale sui social e più precisamente su Instagram.

Se dovessimo basarci su Instagram praticamente giungeremmo alla conclusione che tutti guadagnano un sacco di soldi col trading tranne te che guardi loro…

Ma la verità è che più il tuo livello di trading cresce e più ti accorgerai di quanta FINZIONE E TEATRINI ci siano su quel maledetto Instagram.

Anche chi ti mostra direttamente il profitto che fa quotidianamente…credimi…se ti mettessi ad analizzarlo attentamente troverai sempre qualcosa di strano e fasullo…ma per coglierlo ci vuole chiaramente tanta esperienza!

Vediamo ora alcuni errori tecnici sistematici che si commettono quando si affronta  questa primissima fase del nostro percorso:

  1. OVERSIZING: il primo indubbio peccato capitale dettato dall’avidità è overlottare, ovvero aprire un conto reale, anche piccolino, aspettare qualche operazione di riscaldamento, fare qualche piccolo profitto, capire che ingigantendo le posizioni logicamente i profitti lieviterebbero e come conclusione cominciare ad aprire operazioni con lotti spropositati. Sai quante persone sono diventate milionarie overlottando a caso e senza seguire un preciso piano di investimento? Nessuna. Mi dispiace se pensavi che diventare ricchi col trading significasse buttare qualche lotto, prendere uno swing e arricchirsi…perché non è così. E ti dirò di più: anche se apri un conto, ci metti 500 euro, poi apri 5 lotti su un’operazione a caso dove, sempre a caso, azzecchi l’origine di un lunghissimo e fruttuosissimo swing…non ce la farai a tenere l’operazione aperta e quasi sicuramente la chiuderai dopo che vedrai 1’500 euro di fluttuante sulla metatrader…perché così potrai dire che ti sei fatto uno stipendio in un giorno e potrai piazzare la foto su Instagram e fare il figo con gli amici…ma al tempo stesso, chiudendo presto, avrai lasciato sul tavolo tanti di quei altri soldi che neanche ti immagini…e qui dobbiamo introdurre il secondo peccato capitale…
  2. TAGLIARE LE GAMBE AI PROFITTI: quando sei nella prima fase emozionale, un’altra cosa che non saprai gestire saranno i profitti. Credi che sia facile lasciare aperta un’operazione per giorni e giorni rimanendo inflessibile sul tuo iniziale piano di investimento? Non è per niente facile. E’ una cosa che si impara a fare con il tempo e l’esperienza. All’inizio, per effetto dell’avidità, si vuole fare cassa e dunque si vogliono chiudere le operazioni il più presto possibile per mettere in saccoccia soldi e non solamente sogni!
  3. SPOSTARE LO STOP LOSS E INGIGANTIRE LE PERDITE: un terzo e ultimo peccato capitale dei beginners è spostare lo stop loss di un’operazione in corso per evitare che il mercato ce lo becchi perché “tanto siamo sicuri che poi il prezzo invertirà”…al posto di essere tanto sicuro, chiediti questo: e se non invertirà? Sarai disposto per una stupida e unica operazione a rischiare di perdere l’intero capitale? Evita di spostarlo e lascia che il mercato te lo becchi. Incassa la perdita. Comprendi che cosa hai sbagliato e scrivitelo su un quaderno. Memorizzalo e cerca di non commetterlo più. IMPARA DAI TUOI ERRORI E NON SNOBBARLI.

Altro tasto dolente: il mercato non può colpirti lo stop loss perché tu sei più furbo degli altri e non lo usi?

Lascia che ti illumini un momento sul discorso stop loss…molto semplice: lo devi usare. Punto.

L’unica strategia intelligente con la quale non devi usarlo è l’antimartingala su conti piccoli per flipparli cavalcando determinate notizie macroeconomiche in grado di generare una volatilità senza precedenti. Fine. Questo è l’unico caso.

E lo so che alcuni formatori ti vendono corsi a 1’000 euro dove ti insegnano a non usarlo…ma sai cosa devi fare in questa circostanza?

Chiedere immediatamente il rimborso e dartela a gambe levate perché se non usi lo stop loss non puoi controllare le tue perdite e se non controlli le tue perdite allora non puoi far crescere il tuo capitale perché la prima regola nel trading NON è fare i soldi, bensì proteggerli!

Spero di essere stato chiaro…

E spero che farai tesoro di questo discorso perché, credimi, ti salverà la vita!

Possiamo continuare con la nostra scaletta…

2) PAURA

Qual è quell’emozione che ti friggerà il cervello subito dopo che l’avidità ti avrà quasi inevitabilmente fatto bruciare un po’ di soldi?

La paura…

Paura di continuare a operare…

Paura che avevano ragione i tuoi genitori e amici quando ti dicevano di lasciar perdere il trading perché ne saresti solamente uscito deluso e truffato…

Quindi molli. O comunque ti prendi una pausa di riflessione.

E’ normalissimo che dopo aver perso soldi tu voglia lasciar stare il trading e provare un altro business…

Infatti il 50% della massa di traders qui mollano!

Smettono di crederci e cominciano a dire che il trading è una truffa e bla bla bla…

Il problema vero in realtà sta semplicemente nel fatto che lo hanno approcciato nella maniera più sbagliata possibile fin dal principio…il che il più delle volte dipende dalle informazioni che stanno studiando e quindi dal percorso di formazione che hanno scelto…

Un conto è affrontare questo inferno con il mentore e le informazioni sbagliate, tutt’altro è affrontarlo con la persona e le informazioni giuste!

E tu dove puoi trovarle queste informazioni adeguate tanto introvabili?

Beh, tanto per cominciare, direi leggendo questo articolo attentamente e per intero…

In queste righe ti posso assicurare che troverai un sacco di spunti super utili che ti salveranno letteralmente la vita…dovrai però essere in grado di coglierli, perciò antenne rizzate!

Comunque…

Quando si lascia prendere il sopravvento alla paura…il nostro cervello diventa un regno del terrore e le perdite diventano incontrollabili…

Si comincia letteralmente a sragionare…ancor di più rispetto a quanto detto e visto nello stadio emozionale precedente perché dapprima non si ha alcuna idea di cosa ci aspetta, mentre ora, dopo aver perso denaro, la realtà comincia a prendere forma…

L’avidità ti colpisce quando non sai cosa ti aspetta, mentre la paura ti INGURGITA nell’esatto momento in cui cominci a capirlo e non hai un piano di sopravvivenza per il lungo periodo…laddove l’inevitabile risultato è che diventi succube del tuo istinto!

Cominci a tradare semplicemente quello che pensi e non quello che vedi…

Non c’è più alcun ragionamento nel se entrare a mercato o meno, semplicemente ti basi sul tuo istinto…e l’istinto nel trading ti rovina facendoti perdere operazioni su operazioni in maniera praticamente incontrollata…

Qui poi ogni perdita diventa motivo di masochismo psicologico e autolesionismo emotivo: “e ma allora non sono capace, non diventerò mai un trader, non supererò mai i 1000 euro al mese, gli altri ce la fanno e io no perché sono stupido, ecc”.

Bisogna capire però, per superarla, che ogni piccola perdita o sconfitta rappresenta esclusivamente un’opportunità di crescita. Un modo per conoscere un errore in più, capirlo, risolverlo e non commetterlo più.

Un quadernino per segnarsi tutte le operazioni chiuse in negativo, le emozioni che ne conseguono e l’errore commesso, è un ottimo rimedio naturale per superare questo stadio emozionale!

Vediamo ora un paio di errori tecnici comuni di questa seconda fase emozionale:

  1. NON APRI PIU’ OPERAZIONI NEMMENO SE RISPETTANO IL TUO PIANO DI INVESTIMENTO: la paura ti frigge talmente tanto i circuiti che ne esci paralizzato. Anche se avevi cominciato ad applicare con rigore la strategia di analisi ed entrata a mercato che più faceva al caso tuo e che avevi capito essere profittevole sul lungo periodo, non importa perché la paura annullerà ogni tua goccia di razionalità. Avrai paura di perdere…perciò preferirai restare fermo nella tua zona di confort non entrando a mercato. Non rischiando. Non facendo. Rimanendo immobile in attesa che qualcosa ti faccia ricominciare. Ma se poi apri un’operazione e perdi ancora, allora la paura non farà altro che crescere fino a diventare la tua ombra. Vorrà inghiottirti facendoti sentire sempre più immobilizzato finchè non mollerai oppure finché non entrerai in una streak positiva. Cominciando finalmente a vedere e sentire la luce in fondo al tunnel…
  2. ANDARE IN CERCA DI SALE SEGNALI O GRUPPI DI TRADERS PER CONFERMARE LE TUE ANALISI: hai bisogno di conferme sociali. Una delle più grandi paure dell’uomo è l’emarginazione sociale (motivo per il quale i social media hanno avuto così tanto successo), perciò hai bisogno di sapere che qualcun altro se la sta passando male come te. Hai bisogno di entrare in empatia con qualcuno e dunque finirai a parlare e interfacciarti con altri traders o sale segnali al fine di poter condividere e confermare le tue analisi. Sei insicuro. Questo pensi possa sbloccarti…il punto però è che la maggior parte dei traders non guadagnano soldi e quindi con ottime probabilità finirai a parlare con persone che non faranno altro che farti finire sempre più nel baratro. Lo so, questa è la strada più facile perché è la strada gratuita…insomma interfacciarsi con quelli forti il più delle volte richiede un minimo sforzo economico che non puoi permetterti perciò, piuttosto che “buttare” altri soldi, finisci “a fare salotto” con gente che raramente conosce ciò di cui si manifesta esperta. Ma sarà per te solamente sempre più controproducente!

Se invece ci metti il giusto impegno magari anche facendoti seguire dal giusto mentore, allora riuscirai a uscirne e comincerai ad ottenere qualche piccolo interessante risultato…

3) EUFORIA

A questo punto si innesca lo stadio emozionale del “sono veramente euforico”…

Perché cominci a vincere. Ogni tanto. 

Il capitale sembra cominciare a crescere bene. Sembra…

Non sei ancora in grado di replicare sul lungo periodo le azioni giuste e veramente vincenti…

Fai a intermittenza profitti genuini ovvero rischi rendimento abbastanza interessanti, ma niente di che…e quando accade sei euforico!

Allo stesso tempo però, quando perdi, perdi troppo…

Il problema è che, metaforicamente parlando, stai tendenzialmente tenendo ancora entrambi i piedi in un’unica scarpa…

Un po’ segui il tuo piano, un po’ non lo segui, un po’ ti senti invincibile, un po’ ti senti un perdente, un po’ guadagni, un po’ perdi, un giorno segui alla lettera la perfetta routine del trader, mentre l’altro no e così via.

La tua situazione da trader è ancora un po’ incerta quindi è normale reagire spropositatamente alle vincite sentendosi euforici.

Generalmente il risultato pratico finale di questa fase è l’eterno BREAK-EVEN.

Ci sono traders (che il mio mentore chiama i “traders break-even”) che rimangono A VITA bloccati in questa fase…che forse dovremmo più propriamente definire limbo.

Insomma una circostanza dove le vincite ci fanno sentire dei Warren Buffet, mentre le perdite dei falliti…e dove dunque questi due poli troppo opposti e depolarizzanti ci annullano le aspettative di risultato…

Perciò restiamo a zero.

Vinciamo poi perdiamo…ma non andiamo in negativo verso la disfatta del capitale…no…perché quello stadio emozionale l’abbiamo superato…semplicemente restiamo a zero!

Quindi non siamo immobili come nello stadio precedente per paura di quello che potrebbe succedere se ci muoviamo, ma effettivamente ci stiamo muovendo…solo che ancora SENZA UNA BUSSULA.

Non riusciamo ancora a capire bene come puntare fissi al nord, quindi perdiamo tempo a sbandare a destra e a manca per trovare la retta via…

Una settimana tradiamo, mentre l’altra no perché magari la precedente è andata o troppo bene o troppo male e allora “ci dobbiamo riprendere”.

Festeggiamo in maniera eccessiva i profitti e ci facciamo fregare dal semplice pensiero di avercela fatta…quand’invece la realtà dei fatti è che siamo semplicemente a metà del nostro percorso.

Le emozioni sono ancora molto difficili da controllare…

E tendenzialmente vanno a costituire di fatto l’OSTACOLO DECISIVO. Nel senso che gestione del rischio e gestione operativa oramai le hai ben immagazzinate e assimilate. Strategia pure. Manca l’emotività…

Insomma hai capito che il trading è un business molto figo e profittevole e ne hai soprattutto avuto conferma cominciando ogni tanto a fare profitti interessanti…però le maledette emozioni in eccesso compromettono e devastano le tue buone intenzioni!

Stai per fare un’entrata high probability per quello che è il tuo trading plan, poi però all’ultimo ti senti strano…non pauroso e nemmeno troppo fiducioso…semplicemente non ti senti sicuro senza una valida ragione, allora non entri oppure entri malissimo con uno stop larghissimo…

E sai cosa sistematicamente succede quando non operi un bel trade?

Che ti va a target nel giro di un’ora e finisci per mangiarti le mani e friggerti il cervello di paturnie incontrollabili e insostenibili!

Allora la volta successiva, consapevole che quella precedente ti sei mangiato le mani per non essere entrato, cosa fai?

Non entri semplicemente, ma entri rischiando il doppio così ti rifai anche del trade precedente…

E indovina che cosa succede?

Che vai a stop.

Tutto questo non sarà causato dalla tua strategia che forse “non è profittevole come credevi”…assolutamente no!

Semplicemente stai ancora lasciando che le tue emozioni in eccesso compromettano il tuo piano, i tuoi profitti e i tuoi obbiettivi…

Vediamo anche qui un paio di errori tecnici comuni che caratterizzano questo terzo stadio emozionale:

  1. ENTRARE ANCHE SENZA TUTTE LE CONFERME: oramai stai cominciando a capire che sai come vincere, ma ti manca il fatto di seguire in maniera ferrea le tue regole di entrata, di uscita e di gestione dei tuoi trade. Quindi spesso ti ritroverai a fare entrate senza senso…giusto per provare ed evitare di lasciare soldi sul tavolo. Questa situazione viene più comunemente identificata come FOMO (Fear Of Missing Out) e cioè la paura di perdere i trade. A cui consegue l’essere indisciplinati. Un trader con disciplina segue le sue regole e non si fa sopraffare dall’emozione del momento, mentre un trader euforico si muove come una medusa in base a dove tira il vento con la paura di perdere i trade. Perciò stupidamente, come conseguenza, comincia a vedere buoni trade dappertutto. Un collega gli manda un’analisi e lui la trada senza neanche pensarci. Alcuni in questa fase cominciano pure a scorrere la bacheca di TradingView sperando di trovare qualche buon trade…ma è la cosa più sbagliata di questo mondo perché su TradingView non ci sono buoni trade, ci sono semplicemente traders che piazzano analisi nella speranza di ricevere supporto emotivo…e il problema è che questo supporto arriverà esclusivamente da traders non profittevoli…
  2. BISOGNO INTERIORE DI CAMBIARE STRATEGIA: sentirai un bisogno viscerale di cambiare strategia. La tua vocina interiore ti dirà che è la tua strategia che ha qualche cosa che non va e non la tua testolina, ma sarà come sentir un bue dare del cornuto a un asino. Dovrai cambiare strategia solamente se non avrai fatto a tuo tempo i passi giusti per svilupparla…quindi i backtest per fare un esempio. In tutti gli altri casi devi ficcarti in testa che il problema saranno le tue emozioni. Ti ripeto che le emozioni a un certo punto diventeranno l’ostacolo decisivo. Ma non non sto parlando di emozioni semplici…sto parlando di emozioni in eccesso! Attenzione alla differenza perché esistono anche delle emozioni quotidiane e genuine di cui non possiamo per natura umana liberarci in alcun modo…ma ne parleremo più avanti perciò continua a seguirmi…

Un altro caso in cui devi cambiare strategia è quando ti accorgi che stai seguendo a pappagallo la strategia di un formatore senza averne pieno controllo e comprensione.

La strategia deve essere una cosa tua.

Basata su di te, sui tuoi tempi, sui tuoi impegni e sul tuo modo di essere!

Devi amarla e lei deve assolutamente ricambiare…

Come?

Dimostrandoti di essere profittevole!

Ma sei tu che devi corteggiarla affinché te lo dimostri…attraverso per esempio i backtest…

4) FIDUCIA

A questo punto in genere il percorso comincia a essere in discesa…

Superando infatti i precedenti stadi emozionali, arriverai ad un punto nel quale sentirai scivolarti dalle spalle un macigno.

Ti sentirai letteralmente più LEGGERO E SPENSIERATO!

E questo capiterà nell’esatto momento in cui farai un minimo di 2-3 mesi in positivo…

Un positivo non esagerato, direi molto piccolo…quasi insignificante…ma che comunque ti farà sentire tranquillo!

E se dovessimo identificare un evento determinante, un qualcosa di concreto e pragmatico che se capiterà allora sarà la tua conferma definitiva che è cominciata la tua discesa, quale sarebbe?

Bada bene…nei momenti in cui ti capiterà di prendere uno o più stop consecutivi avrai un pensiero fisso: “non importa…mi basta una sola e semplice operazione per recuperare tutto e tornare pure in profitto”.

Se comincerai ad avere pensieri di questo tipo allora sarai in pieno stadio della fiducia…

Infatti questo è l’atteggiamento fiducioso per eccellenza perché non traspare semplicemente fiducia nelle proprie capacità, ma soprattutto nel proprio piano di trading!

E quando questo accade, le emozioni cominciano ad avere un peso sempre minore…

Non spariranno per sempre attenzione…ci sarà sempre quella volta in cui magari ti perdi un trade e ti mangi le mani qualche ora dopo perché avresti fatto il 10% del conto…ma il punto è che questi pensieri non ti friggeranno più il cervello!

Saranno semplici PENSIERI DI PASSAGGIO.

Il momento prima ci pensi e ti crucci, ma nell’attimo successivo non te ne frega già più niente e sei di nuovo a grafico a scovare la tua prossima opportunità di investimento.

Un altro elemento astratto che caratterizzerà questo stadio emozionale sarà la RIPETITIVITA’.

Insomma, il fatto che i profitti superano le perdite comincia a ripetersi con costanza…

Perché hai finalmente capito, quindi sei fiducioso, quindi sei tranquillo e spensierato!

Se invece dovessimo identificare un elemento tecnico per descrivere questo stato emotivo direi che sarebbe l’aver capito a fondo l’importanza della gestione del rischio.

Ma non a livello matematico-astratto e cioè non una semplice comprensione operativa del fatto che -3 +5 faccia +2…sto parlando piuttosto di una comprensione a mho di tatuaggio, cioè stai provando l’ebrezza della gestione del rischio direttamente sulla tua pelle, o meglio sul tuo conto!

Ti capita nella realtà di prendere anche 3 stop di fila e chiudere una settimana a -3%, ma poi la settimana seguente chiudi un parziale del 5% sulla prima operazione della settimana e non hai solamente recuperato…sei andato pure in profitto!

Questo intendo…e se al tuo conto capiterà una cosa del genere allora avrai un’ulteriore conferma definitiva che ti trovi nel pieno evolversi della fase della fiducia…

Ora vediamo un ultimo errore tecnico sistematico che ha a che fare con questa quarta fase emozionale e che vale oro…te lo dico perché quando lo capii io, fu una svolta epocale per i miei risultati:

  • ANDARE IN OVERTRADING: intendo il tradare troppo. O meglio, il pensare che se ogni giorno non piazzi almeno 1-2 operazioni a mercato allora non hai lavorato. Perciò, “per ripicca”, praticamente ti metti a tradare il doppio di quello che dovresti e non fa bene né a te né al tuo conto perché tradare di più non vuol dire automaticamente fare più soldi! Anzi spesso equivale al contrario.

Infatti il lavoro del trader non funziona così nella maniera più assoluta…

Nel trading meno fai e meglio è…insomma conta la qualità e non la quantità come magari in altri campi affini. Quindi possono anche esserci settimane intere in cui non entriamo a mercato con nemmeno un’operazione perché non troviamo opportunità interessanti…e dobbiamo essere perfettamente in grado di sopportare la pressione psicologica del “sentire che non abbiamo lavorato”…perché non è vero!

Semplicemente il lavoro del trader è un lavoro molto diverso dalla consuetudine. Un trader sa che una sola operazione può consegnargli l’obbiettivo di guadagno mensile…che può anche rappresentare lo stipendio di un anno di un qualunque dipendente.

Il trading funziona così. Bisogna avere LA PAZIENZA E LA DISCIPLINA DI ASPETTARE!

Non si può essere impulsivi…

Ecco, esattamente questo tipo di emotività un po’ più avanzata e complicata rappresenta l’ultimo paletto emotivo definitivo prima della meta ovvero la profittabilità incondizionata.

Molti (compreso me) sopperiscono a questo problema cominciando a praticare meditazione mica a caso…

E tutto questo ambaradan non ritrae un semplice punto di svolta e finita qui…parliamo piuttosto di un vero e proprio passaggio mentale, quindi un qualcosa di molto più profondo e complicato di come apparentemente potrebbe sembrare…

Infatti per superarlo devi RADERE AL SUOLO il tuo sistema di credenze…e non è per niente facile o immediato.

Stiamo parlando del passaggio definitivo dalla mentalità del dipendente a quella dell’investitore/imprenditore!

Il dipendente scambia tempo per denaro, mentre l’imprenditore scambia denaro per denaro…dunque quel denaro che scambia per farne altrettanto deve assolutamente essere investito in maniera funzionale, ragionata e impeccabile…

Altrimenti non si va a ROI…e se non si va a ROI, allora non stiamo facendo bene gli imprenditori!

Ficcati bene in testa tutti questi concetti perché sono esistenziali per il passaggio al successivo stadio emozionale…

5) CONSAPEVOLEZZA

La consapevolezza arriva quando i risultati cominciano a ingigantirsi…

Non parliamo di 1500 euro al mese…parliamo del vero motivo per il quale tutti iniziamo a far trading, ovvero sbriciolare gli stipendi di dottori, politici, ingegneri e chi più ne ha più ne metta!

Qui la libertà finanziaria diventa un concetto secondario e di gran lunga superato…

Non c’è più il fare trading per la libertà economica, ma per la libertà TOTALE…la quale è ottenibile puntando solamente alla ricchezza nella sua forma più espansiva!

Infatti comincerai a sentir scorrere nelle vene quell’abbondanza e prosperità tanto agognata…

Ma non quella che ti dà alla testa e ti fa tornare al primo stadio emozionale…quella genuina, buona, pura…per fare del bene…per crescere…per poter lasciare il segno.

Si comincia dunque a pensare ragionevolmente in grande. Dopo esser diventati fiduciosi delle proprie abilità si passa all’esserne consapevoli, dunque si prende una lavagnetta e si cominciano a segnare degli obbiettivi trimestrali, semestrali e annuali.

Si cerca in tutto e per tutto di rispettarli…

Si sta a grafico un minimo di 4 ore giornaliere…perché il vero segreto per diventare traders fortissimi è BRUCIARSI GLI OCCHI SUI GRAFICI…non esiste altra scorciatoia o stratagemma…si smette completamente di pensare alle cose facili…

Si comincia a svegliarsi presto, a sintonizzarsi coi mercati e a diventare un tutt’uno con essi, a meditare, ad allenarsi, a leggere e a capire in sostanza l’importanza della crescita personale come presupposto fondamentale della crescita del proprio capitale.

Lo studio e l’aggiornamento continuo delle proprie conoscenze e competenze diventano un’ossessione…

Se c’è un fatto esistenziale che ho potuto scoprire nello svolgimento di questo stadio emozionale è che crescita personale e crescita del capitale vanno di pari passo…

Arriverai ad un punto nel quale avrai necessità di conoscenza, di crescita, di espansione personale!

Diventerà il tuo stile di vita, il tuo mantra e la tua intima essenza…

Vivrai di trading e le tue giornate, settimane, mesi e via dicendo saranno organizzati in maniera funzionale al trading.

Sarai un trader a tutti gli effetti e nessuno più potrà toglierti questo nobile titolo se non te stesso smettendo di tradare e smettendo di puntare al miglioramento continuo…

Sarai libero…fisicamente e mentalmente!

Lo stadio della consapevolezza di fatto rappresenta lo stadio emotivo finale del cammino di un trader…

A questo punto infatti eccellerai nelle 4 macro aree che definiscono un trader veramente profittevole e cioè:

  1. strategia,
  2. gestione del rischio,
  3. gestione operativa,
  4. gestione emotiva.

Padroneggerai impeccabilmente tutti questi aspetti e il tuo livello di trading non potrà fare altro se non continuare a crescere…

6) ANESTESIA COMPLETA

Quest’ultimo stadio emozionale è un livello praticamente leggendario e quasi irraggiungibile per un comunissimo retail trader…

Parliamo del LIVELLO BANCA D’AFFARI.

Un livello per miliardari…o comunque ultra-multi-milionari…

Uno stadio dove andare in drawdown anche di 1’000’000 euro non destabilizza nemmeno di un capello!

Praticamente se arrivi ad anestetizzare completamente le tue emozioni, sei Warren Buffet…e non sono neanche sicuro che Warren Buffet non abbia più alcuna emozione…perché insomma anche lui dopotutto è umano…

Hai capito bene: è un livello non umano perché prevede il non avere più alcuna emozione…infatti per me non è un livello da noi raggiungibile…è un qualcosa per banche d’affari, fondi d’investimento e via dicendo…

Se raggiungerai questo livello non sarai praticamente più un semplice trader…avrai probabilmente una tua società di trading.

Ma bada bene: anche se non arrivi a questo, potrai comunque raggiungere un livello di trading molto elevato in termini monetari. Per me questo è semplicemente un passaggio addizionale…puoi farlo come puoi non farlo, ma sarai ugualmente grassamente profittevole.

Infatti il “problema” è che siamo umani e l’emotività non possiamo in alcun modo strapparcela dall’anima!

Possiamo affievolirla, imparando col tempo a gestirla e controllarla…ma non possiamo annullarla!

Spesso mi girano i due minuti quando sento traders che dicono che loro “non provano più emozioni”…

Ma fatemi il piacere…cosa siete? Robot?

Dai piantiamola con ste cavolate.

Il punto è che anche quando diventerai molto forte e molto profittevole ci sarà sempre e comunque quella volta in cui l’emotività ti comprometterà un po’ più del normale…

Comprendilo fin dal principio e PUNTA A CONVIVERCI!

Non puntare all’annullamento come ti dicono in giro perché non esiste…non è reale…non è normale!

D’altra parte capisco perché raccontano la favoletta che un trader forte è completamente desensibilizzato alle emozioni…

Perché semplicemente non sanno minimamente cosa voglia dire essere trader forti, altrimenti starebbero provando la verità sulla loro pelle…magari ci si sentono, ma non lo sono davvero…e tra il sentirsi e l’esserlo davvero ci passa di mezzo un inferno (come avrai capito…). Quindi raccontano le favole…

Ma tu non farti abbindolare dalle loro storielle…credimi…punta ad imparare a convivere con le tue emozioni e non a polverizzarle…e vedrai che vivrai molto meglio il tuo essere trader!

E come puoi imparare a conviverci?

Beh lo scopriamo nel paragrafo conclusivo di questa bibbia…ti avviso che stiamo per chiudere col botto…

>>> La risorsa pratica segreta per capire e gestire l’emotività nel Trading SUL LUNGO PERIODO

Immagino tu a questo punto voglia avere una strategia pratica per imparare a gestire le tue emozioni al meglio…sbaglio?

Sappi innanzitutto che esiste ed è anche molto semplice e molto economica…

Chiaramente però ci vorrà del tempo…insomma non è una roba da “svoltiamo in una notte”…impossibile!

Detto questo, la risorsa segreta è IL TRADING JOURNAL.

Una cosa che la maggior parte dei traders snobbano, ma che è di vitale importanza!

E a chi dice di averlo ma in realtà si segna due cavolate ogni morte di Papa, chiedo: “se hai capito che il trading è un business allora perché non tieni la contabilità dei tuoi movimenti?”

Insomma se aprissi un ristorante o un bar, sbaglio o dovresti contabilizzare tutte le tue mosse sul libro giornale?

Quindi perché non lo fai anche col trading?

Forse perché ancora non hai veramente capito che il trading è un business…

E torniamo a quello che dicevo nell’introduzione di questo articolo, ovvero al quanto non sia affatto scontato che la gente non ha capito che il trading è un business!

Comunque…

L’attività di journaling è l’unica via verso il controllo e la conseguente gestione esemplare dei tuoi problemi emotivi perché è solo DOCUMENTANDO che potrai accorgerti di come poter migliorare ogni singolo aspetto del tuo business!

Se prendi uno stop e non te lo scrivi sul trading journal, primo: non ti ricorderai dell’errore e lo commetterai inevitabilmente di nuovo, secondo: non ti obblighi A FARE INTROSPEZIONE e dunque non ti renderai mai conto fino in fondo di quello che stai veramente sbagliando e di come puoi migliorarlo.

Questo è ciò che ho potuto estrapolare dalla mia esperienza e da quella dei ragazzi che seguo…se facciamo uno sbaglio e non ci interroghiamo a fondo su di esso scrivendoci tutto sul nostro quaderno, allora siamo destinati a commetterlo di nuovo per pura e semplice pigrizia.

Se non ti scrivi che secondo te ti stai perdendo dei trade per paura, allora difficilmente riuscirai a superare il secondo stadio emozionale…

Se invece te lo scrivi, allora ti rimane in testa, ci pensi, obblighi la tua mente a trovare una soluzione…d’altra parte non scrivertelo è come non ammetterlo e sappiamo bene che il primo passo per risolvere qualcosa che stiamo sbagliando è ammettere che stiamo sbagliando qualcosa!

Quindi, per piacere, comprati un quaderno e comincia a scriverti tutto…

Lo so che in questo momento magari stai pensando che non ti serve, che è inutile, che è una cosa in più, che lo farai più avanti, eccetera…ma fidati di me: FALLO E BASTA.

Dopo 3 mesi di journaling a partire da oggi in cui non salti nemmeno un giorno, credimi, mi ringrazierai.

Abbiamo concluso…mi rendo conto di aver veramente esagerato a rilasciare tutte queste informazioni elitarie in forma gratuita, ma non importa…so che queste dritte aiuteranno moltissimi aspiranti traders…quindi ben venga!

Chiaramente tutto questo diventerebbe VERAMENTE ESPLOSIVO se ci annettessi la formazione giusta e il mentore giusto…

A questo proposito, se fosse nel tuo interesse, puoi compilare questo veloce questionario onestamente e poi scrivermi in privato su Telegram per scoprire di più sulla formazione che promuovo e su come funzionerebbe il fatto di essere seguito passo passo e in maniera personalizzata da me.

Ma prima di uscire da questa pagina che ne dici di scrivermi qui sotto nei commenti qual è lo stadio emozionale che attualmente descrive meglio la tua situazione?

Sei un trader avido, pauroso, euforico, fiducioso o consapevole?

Sarebbe molto apprezzato anche un tuo personale parere su questa enciclopedia…

 

Stai in campana!

Marco, fondatore di Imperium Double Profit.


Marco Belcastro

Trader con un hedge fund a 6 zeri in gestione. Fondatore di Imperium Double Profit. Capitano di uno squadrone di traders fortissimi.

2 commenti

Carmelo · 19 Marzo 2021 alle 1:24 PM

Complimenti bell’articolo e molto utile oltre ché completo nella descrizione di tutte le componenti relative all’attività di trading .
Per quanto mi riguarda mi sento un trader consapevole.
Ti auguro una buona giornata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.