Smettila di perdere tempo con il Trading da Autodidatta

Pubblicato da Marco Belcastro il

Quando mi capita di leggere titoli del genere penso automaticamente di potermi ritrovare in dei teatrini costruiti apposta per buttarmi fumo negli occhi, convincermi di dover tirare fuori soldi dal portafoglio e comprare qualcosa…

E vuoi sapere il perché?

Il fatto è che c’ho stampata in testa questa frase di Elon Musk:

“la quasi totalità delle informazioni di cui abbiamo bisogno, in qualsiasi campo, sono reperibili gratuitamente online”.

Non ricordo precisamente in quale contesto l’avesse detta, ma sono abbastanza sicuro che stesse argomentando, durante un’intervista per Tesla, il fatto che per lavorare per lui non ci sia bisogno della laurea in quanto le università insegnano troppa teoria e troppo poca pratica…

E i teorici laureati senza esperienza e senza risultati stanno piacendo sempre meno a realtà aziendali importanti come quelle di Elon Musk.

Il punto è che la teoria la si può facilmente trovare online facendo ricerche neanche tanto approfondite, al posto di spendere migliaia di dollari in università, master, corsi o qualsiasi cosa abbia lo scopo di consegnare delle informazioni. E la pratica per maturare esperienza ed ottenere risultati se la si può fare interamente da soli.

Detto questo, il discorso del fare qualcosa da autodidatta (tipo il trading da autodidatta) per me assume tutt’altro colorito…

Insomma, se lo dice Elon Musk…potrebbe essere vero e strategico.

Diciamo dunque che gli autodidatti incalliti potrebbero non avere tutti i torti…

Per questo motivo ritengo che possa essere remotamente possibile diventare forti nel trading facendo un percorso totalmente da autodidatta!

In che senso “remotamente”?

Beh sto scrivendo questo articolo proprio per dare risposta a questo amletico quesito…

Il problema vero è che il 99% degli autodidatti del trading non sono né pragmaticamente né mentalmente in grado di sopportare l’elevata pressione derivante da questo sentiero eroico e al tempo stesso fortemente tortuoso in quanto ricco di avversità, ostacoli e criticità!

Perciò, se stai per immergerti nel trading da autodidatta oppure già ti ci sei tuffato da tempo, allora questo articolo fa proprio per te e ti consiglio di leggerlo con mente aperta, capire insieme a me le criticità di cui andremo a parlare e alla fine rifletterci sopra: se sarai disposto a sopportarle e a continuare a martellare solo e senza alcun appoggio va benissimo, ma potresti complicarti MOLTO MENO LA VITA in altro modo. Tutto qua.

Analizziamo dunque il business del trading online dal punto di vista autodidatta allo scopo di andare a capirne ed evidenziarne eventuali falle…

>>> Criticità N.1: TEMPO

Beh, non si può non partire dal fattore temporale.

Quanto tempo in più ti sarà richiesto senza un pastore che ti guidi alla meta?

Quanto tempo ti costerà trovare la luce in fondo al tunnel totalmente da solo?

Quanta pazienza e determinazione avrai nel resistere ai soldi che inevitabilmente brucerai per imparare, agli stop loss che prenderai e a cui avrai difficoltà a trovare un senso e soprattutto al fatto che probabilmente cambierai strategia con la stessa frequenza con cui ti cambi la biancheria intima?

Perché tutto questo non allungherà il tuo viaggio solamente di qualche mese, ma di anni e anni e anni e anni e anni.

Se non mi credi è perché hai appena cominciato, altrimenti i veterani del trading da autodidatta sanno perfettamente ciò di cui sto parlando. E a mia volta ne so qualcosa semplicemente perché ho studenti, che sto attualmente seguendo, che mi sono arrivati da 3-6 anni di trading A ZONZO!

Se dico “a zonzo” non è assolutamente per girare il dito nella piaga, ma semplicemente perché è così.

Da autodidatta devi inevitabilmente andare un po’ a zonzo per anni finché non ti capita di beccare il video su YouTube o l’articolo su Google che ti apre gli occhi e ti consegna quel bullone speciale che da tempo stavi cercando per dare più robustezza alla costruzione della tua operatività!

Ora..il punto è questo: tutto ciò NON TI COSTA SOLDI, MA TI COSTA TEMPO…DIAMINE QUANTO TEMPO!

E qui poi si palesa la differenza tra la mentalità del dipendente e quella dell’imprenditore (perché sì, il trading è a tutti gli effetti un’attività imprenditoriale).

Se la tua mentalità è ancora quella del dipendente, allora l’affermazione precedente sull’enormità di tempo che si può perdere perseguendo la strada dell’autodidatta non ti ha minimamente toccato. Se invece il tuo cervello è già su “modalità imprenditore”, al contrario probabilmente hai sentito una fitta allo stomaco e ti è pure salita un bel po’ di ansia.

Facciamo un piccolo passo indietro: la mentalità del dipendente non è una cosa brutta e non ho nominato la differenza di mindset tra imprenditore e dipendente per mettere in soggezione gli eventuali lavoratori dipendenti che leggeranno questo articolo. Molto semplicemente, se si parla di diventare un trader, allora al tempo stesso è necessario parlare di questo switch di mentalità.

Insomma questo articolo non è dedicato a chi non frega assolutamente nulla di trading o di business in generale, quindi non fraintendiamoci e immergiamoci appieno nell’effettivo contesto.

Ora…cosa c’entra la giusta mentalità con il fattore temporale nel trading?

Beh molto semplice: il dipendente ragiona a paga oraria e ad anni di lavoro per la pensione, mentre l’imprenditore pensa solo a massimizzare i profitti e minimizzare i tempi, quindi ad accumulare la ricchezza necessaria per diventare finanziariamente libero nel minor tempo possibile (non intendo chiaramente qualche anno, ma allo stesso tempo di sicuro non si parla dei 40 anni di lavoro del consueto dipendente).

Perciò l’imprenditore sente l’ansia assalirlo quando i tempi di riuscita in qualcosa si allungano enormemente senza alcun apparente motivo.

Perché alla fine non c’è alcun motivo valido nel fare il trading da autodidatta se non per il fatto di non avere un minimo di budget…però i soldi si fanno lavorando…adesso ne parliamo meglio…

>>> Criticità N.2: SOLDI

Tendenzialmente il fattore temporale è una conseguenza del budget.

Cioè, tipicamente il ragionamento è questo: allungare i tempi anche di anni mi sta bene se non ho i soldi per permettermi di accorciarli.

Da un punto di vista razionale è giusto.

Insomma, se non si hanno i soldi ma il sogno e la motivazione sono comunque molto vividi nell’animo, allora bisogna provarci lo stesso e la strada dell’autodidatta è l’unica possibile…

Ma…c’è un ma!

Perché non hai i soldi?

Se non li hai è perché non lavori oppure perché stai vivendo un periodo particolarmente complicato a livello finanziario e non riesci a metterti via nemmeno un centesimo a fine mese o poche altre situazioni straordinarie.

Come risolvere?

Se non hai un lavoro, trovati un lavoro.

Se invece ce l’hai ma non riesci a risparmiare, allora cambia le tue abitudini e fai qualche sacrificio.

Non fraintendermi: non voglio farla troppo facile, ma voglio comunque affrontare le cose da un punto di vista determinato e non passivo.

Perché se sei una persona passiva probabilmente hai pensato queste due cose:

  1. non è facile di questi tempi trovare lavoro,
  2. non posso mangiare scatolette di tonno per poter risparmiare abbastanza da riuscire a mettermi via qualcosa.

Beh se hai pensato questo non vorrei essere troppo duro, ma onestamente non credo proprio che la strada del trading e del business in generale sia adatta a te.

Non prenderla sul personale, ma ci vuole un minimo di intraprendenza e se l’avessi allora non avresti alcun problema a trovarti un lavoro oppure a organizzarti meglio per risparmiare di più.

Comunque…una volta che hai un lavoro e al tempo stesso il sogno nel cassetto di lasciarlo per vivere un giorno esclusivamente di trading, allora sei a posto!

Nel senso che puoi permetterti di accorciare i tempi pagando le informazioni.

Tralasciando il fatto che NON si inizia a far trading senza un lavoro…

Cioè, so che qualcuno potrebbe avere questo pensiero stupido in testa perciò voglio fare da scialuppa di salvataggio: non devi lasciare il lavoro prima di iniziare il trading, lo devi lasciare dopo che di trading riesci tranquillamente a viverci.

Potrebbe sembrar banale, ma non lo è affatto…

L’unica ragione plausibile per avere pensieri malsani del genere è che magari pensi che ti serva tutto il tempo possibile immaginabile durante le tue giornate per imparare il trading e poi per farlo in maniera profittevole, ma NON è assolutamente così!

Ho studenti che sono diventati fortissimi lavorando 8-10 ore al giorno e se qualcuno ti dice che il trading va per forza fatto a grafico al mattino o al pomeriggio, allora questo qualcuno non è la persona adatta da scegliere come mentore perché ci sono dei trucchetti e delle strategie per gestirsi tutto dal cellulare anche mentre si è sul luogo di lavoro oppure in giro per lavoro.

Questo discorso lo termino qui perché esula dal contesto di questo articolo (magari ne parlerò in uno successivo), comunque credimi che è come ti sto dicendo.

>>> Criticità N.3: STRATEGIA

Per piacere, non cambiare strategia come ti cambi la biancheria intima.

Spoiler: esplorando questa criticità al contempo ti regalerò un consiglio d’oro, quindi rizza le antenne.

La maggior parte degli autodidatti del trading online hanno questa deviazione mentale dello switch di strategia.

Praticamente non vanno in cerca di informazioni da backtestare ed eventualmente accorpare per costruirsi una propria strategia FISSA E COSTANTE da perfezionare nel tempo con sempre nuovi concetti…

Loro per lo più preferiscono cercare strategie e provarle a muzzo finché non trovano la “strategia bottoncino magico”, ovvero quella con cui fanno i soldi senza neanche capire bene perché li stanno facendo, ma basta che li fanno.

Perciò ne trovano una, la testano per una decina di trade direttamente in real perché il demo è da sfigati e se finiscono in positivo bene sarà la loro strategia definitiva (con cui però ci vanno a braccetto al massimo per un paio mesi e poi la cambiano di nuovo lo stesso…), altrimenti si scarta e si va alla ricerca della prossima pepita digitale.

Il che da un certo punto di vista è comprensibile nel senso che personalmente non so cosa ci sia in giro, ma immagino nulla di buono quindi è meglio il meno peggio e cioè, tra cambiare strategia ogni 2 secondi e invece focalizzarsi a vita su una roba ipoteticamente allucinante, direi che è 100 volte meglio la prima opzione.

Anche perché con la seconda poi sei deviato PER SEMPRE.

Mi è capitato di parlare con alcuni autodidatti con cui praticamente è stato impossibile parlarci perché mannaggia sanno tutto loro e funziona solo quello che fanno loro…

Poi però non sono io che vado in cerca di percorsi formativi, ma loro…quindi bho.

Molto tempo fa ci perdevo magari anche tempo a tentare di dimostrare che stavano sulla strada sbagliata, ma recentemente ammetto di essere diventato più menefreghista e sinceramente me la sto vivendo molto meglio.

Purtroppo ci sono autodidatti irrecuperabili e io non sono il buon samaritano, o meglio, forse lo sono ma fino a un certo punto e nella mia squadra non accetto chiunque perché voglio mantenere un certo standard e poi non lavoro con chi non mi va di lavorare.

Comunque…

Il problema è questo e l’ho già in realtà sviscerato tra le righe: un autodidatta non è in grado di capire se le strategie che trova gratuitamente online siano buone oppure no, quindi entra automaticamente in quel circolo vizioso dove deve necessariamente continuare a cambiarle all’infinito.

E magari ad un certo punto trova anche quella giusta, ma non lo riesce a percepire perché non ne è ahimè in grado.

Insomma, se ne fosse in grado allora sarebbe già un trader non credi?

Cioè: se sei sulla via dell’apprendimento e della comprensione nel mondo del trading, come fai a capire cosa è buono e cosa invece non lo è?

Non puoi fare altro se non concedere a chiunque, a qualunque strategia e a qualsivoglia concetto il beneficio del dubbio…

Quindi testi e se poi non va, si cambia!

E qui sorge un’ulteriore criticità esistenziale: come fai a determinare ADEGUATAMENTE il grado di correttezza di un particolare concetto o strategia che hai trovato online, se probabilmente non ti sono mai stati fatti presente i backtest e il come farli nella maniera giusta?

>>> Criticità N.4: PERCORSO

Qual è il giusto percorso per diventare profittevole nel trading?

Prima di sgarbugliare il bandolo della matassa però, vorrei ripartire dal discorso backtest che ho volutamente lasciato in sospeso a fine paragrafo precedente…

I backtest sono un tassello esistenziale nel percorso di un aspirante trader, ma il problema è che quasi nessuno ne parla o comunque, se ne parlano, è solo per sentito dire e non sono in grado di spiegarti bene questo importantissimo step.

Per farti capire: i miei studenti ricevono il QUADERNO DEI BACKTEST, ovvero il mio modo di backtestare una strategia o un concetto. Nero su bianco. Arricchito di un video di un’ora di spiegazione su come sfruttarlo al massimo e soprattutto su come fare nella pratica tutto il processo dei backtest per filo e per segno!

Perché non è un giochino.

E’ l’aspetto forse più importante. Quello che ti permette di aggiustare il tiro nel tempo e di progredire. Di captare le mutazioni del mercato e vincerle. Di stare 100 passi avanti rispetto a tutti gli altri traders.

E questo è solo un piccolissimo frangente del percorso per diventare profittevoli…

Ma un autodidatta come fa a capire quali sono gli step logici da fare lungo il proprio cammino e soprattutto in quale ordinata sequenza?

Tendenzialmente bisognerebbe andare prima di demo e poi di real…giusto?

Ok, però non è mica tutto qui!

Se clicchi un attimo il menù di questo sito noterai che l’ultima voce è “Area Membri”…

Sai cosa c’è su quella pagina?

Un percorso di 10 step per passare da sotto zero a trader capitalizzato con un hedge fund in gestione. E ti posso assicurare che non è solo una questione di demo, di real e di backtest.

E, tra l’altro, sarebbe opportuno anche fare le cose seguendo una determinata logica…insomma i backtest vanno fatti prima del demo o dopo ma prima del real?

Capisci che è parecchio complicato e che fare le cose in maniera randomica è deleterio?

Come al solito un autodidatta dovrebbe ricercare il percorso ideale da fare su internet, ma siamo di nuovo al problemino di partenza: come fai a capire chi ti dirà le cose giuste?

E’ un terno all’otto.

In sostanza la situazione metaforica dell’autodidatta nel trading è di dover costantemente (e obbligatoriamente) giocare alla roulette russa…

Ha in mano una rivoltella con un colpo in canna, fa rullare all’infinito il tamburo dei proiettili e poi si punta l’arma in testa premendo il grilletto e sperando di non finire al creatore con quell’unico colpo nello slot!

Non è il massimo…

So che molti sono convinti che il trading alla fin della fiera sia come la Snai, quindi pure e semplici scommesse senza logica…ma se hai questo pensiero in testa è solamente perché non hai ancora mai trovato nessuno in grado di spiegarti e insegnarti veramente il trading.

E, oltre a questo, è anche una questione di mindset…

>>> Criticità N.5: MINDSET

Cosa c’entra il mindset con il fatto che il trading non sia un centro scommesse?

Beh perché la differenza tra il trattarlo come un business e il trattarlo come un centro scommesse è insita nel mindset!

Se quando sei sotto di percentuale rischi di più per recuperare (cioè ti metti a scommettere) è perché non hai la disciplina e la pazienza di mettere da parte l’avidità e la fretta e invece guardare AL PROCESSO sul lungo periodo.

Se non contabilizzi le tue perdite per ricercare in ognuna una lezione da imparare per crescere è perché non sei disciplinato a farlo.

Se vai sui mercati pensando di stravolgere la tua vita economica nel giro di qualche mese è perché non hai il mindset giusto per il business.

Un business implica per forza di cose ostacoli, rischi, lungo periodo, problemi, perdite e via dicendo…e se non sei disposto ad accettare tutto ciò allora devi cambiare mindset.

Tutto questo almeno non è per sempre, insomma è correggibile…ma ci vuole il mentore giusto altrimenti ti riempi la testa di credenze e paradigmi sbagliati e chiaramente non arriverai mai da nessuna parte!

Credi che sia una filastrocca quella secondo la quale nel business i risultati sono 20% abilità tecnica e 80% mindset?

Arriverai ad un certo punto del tuo percorso da trader in cui ti renderai conto di quanto questa cosa sia vera e imprescindibile…perché è così!

Un giorno ti sveglierai e ti accorgerai che il miglioramento a livello tecnico comincia ad avere un effetto sempre più insignificante sui tuoi risultati e dunque dovrai metterti seriamente a lavorare sul tuo mindset, quindi disciplina, abitudini, regole, nervi saldi, “never give up” eccetera.

Tutto questo certo puoi leggerlo per conoscerlo anticipatamente anche tramite queste poche righe di questo articolo se sei autodidatta, ma è comunque qualcosa di TROPPO ASTRATTO.

E’ come quelle persone che fanno network e pensano che per attirare gente sia necessario scrivere ogni giorno nella propria bacheca di Facebook frasi motivazionali insulse e frasettine da bacio perugina…

Infatti, per tradurre tutto questo in qualcosa di molto più concreto (che è l’unico modo per lavorarci davvero sopra altrimenti rimane tutto un polverone motivazionale vuoto e completamente inutile) devi per forza farti affiancare da QUALCUNO CHE CI E’ GIA’ PASSATO!

Ti faccio un esempio: come si combatte PRAGMATICAMENTE la foga di entrare a mercato anche quando la statistica non è adeguatamente dalla tua, ma ci vuoi entrare lo stesso senno potresti perdere il trade (e poi 9 su 10 vai a stop)?

Io spiego ai miei studenti come farlo nella pratica attraverso delle specifiche regole tecniche che con me a loro tempo hanno funzionato.

E ti potrei fare una miriade di altri esempi del genere…

Il procedimento rimane comunque sempre il medesimo: si individua una carenza emotiva che compromette troppo spesso delle entrate a mercato oppure la gestione dei trades ecc, e si trova un esercizio pratico per combatterla ed evitare di farsi compromettere nel futuro.

DALL’ASTRATTO AL CONCRETO.

Altrimenti campa cavallo che l’erba cresce…

E l’unica maniera per essere facilitati in questo passaggio è poter scrivere un messaggio a qualcuno che ci è già passato e che ti spieghi quale esercizio fare per sopperire al problema.

Gli autodidatti non possono farlo perché magari hanno anche qualcuno da prendere come riferimento, ma con molte probabilità non possono entrarci in contatto diretto se non tramite consulenza o corso o qualsiasi cosa che sarà sempre e comunque a pagamento.

Quindi ad un certo punto il passaggio da autodidatta a studente pagante diventa necessario e, oserei dire, QUASI OBBLIGATORIO!

Chiaramente prima lo fai, più tempo risparmi.

>>> Tesi: investire dei soldi alla fine COSTA MENO di ricercare le informazioni gratuitamente online

Alla fin della fiera, investire dei soldi COSTA MENO di ricercare compulsivamente informazioni quasi sicuramente sbagliate, ma gratuite, online.

Sembra un paradosso, ma è il PARADOSSO DEL BUSINESS.

Gratis non è sempre sinonimo di opportuno, anzi nel business praticamente mai lo è!

Perciò ti propongo di entrare nel mio squadrone d’assalto: il team IMPERIUM.

Per candidarti, basta che compili onestamente questo questionario e poi ti spiegherò tutto al telefono…l’accademia a cui siamo associati, le coaching, il mio percorso, il mio gruppo privato, la mia sala-suggerimenti e via dicendo. E se sarai interessato e all’altezza della fatica richiesta allora ti accoglieremo nel team, altrimenti continuerai a cercare qualcosa di più adatto a te e spero che prima o poi lo troverai.

E non dimenticarti di seguire la PAGINA INSTAGRAM per rimanere sintonizzato su quello che combiniamo ogni giorno sui mercati (tra l’altro noi siamo molto trasparenti e non abbiamo problemi a mostrarti anche gli stop loss…perché sì, nel trading si perde anche denaro…).

 

Stai in campana!

Marco, fondatore di Imperium Double Profit.


Marco Belcastro

Trader con un hedge fund a 6 zeri in gestione. Fondatore di Imperium Double Profit. Capitano di uno squadrone di traders fortissimi.

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